Menu principale:

Reduci da tre fronti 
(dal libro "Più fame che paura")
Bruno Battisti (classe 1921)
Bruno Battisti (primo da destra in alto)
Dei tre reduci, Bruno Battisti è stato quello che la guerra ha tenuto più lontano di tutti dalla sua casa e dalla sua famiglia. Una lontananza che è durata ben cinque anni.
Tutto inizia nel 1940 quando Bruno viene inquadrato, come artigliere, nella divisione Brennero e spedito sul fronte greco albanese per tamponare l'avanzata dei greci sulla strada verso Valona.
E da quel momento inizia una lunga marcia che porterà il giovane fante di Olle fino ad Atene.
Passata la tragica Vojussa (il fiume arrossato con il sangue degli alpini), con gli altri soldati della divisione arriva a piede a Gianina con gli alti comandi che decidono, poi, di trasferire tutti in Africa dotandoli di nuovi armamenti.
A Bruno Battisti furono mostrati i nuovi pezzi anticarro.
Con una raccomandazione: siccome non erano in grado di perforare i blindati inglesi, bisogna sempre tirare ai cingoli.
Ma l'Africa per la divisione Brennero rimase soltanto una promessa mancata.
Caricata su 2000 camion, la divisione dal Peloponneso viene trasportata verso Durazzo quando, una sera, radio Bari diede la notizia della firma dell'armistizio.
Siamo nell'autunno del 1943 e Bruno ancora oggi ricorda così successo l'indomani: una fila di carri armati tedeschi, i famosi tigre, con i cannoni puntati sull'accampamento italiano.
All'improvviso un colonnello che era al comando de un battaglione di camicie nere prende la folle decisione di lanciare i suoi uomini contro i carri armati tedeschi: e tutti i militi furono decimati.
Così Bruno Battisti viene avviato dalle truppe tedesche verso i campi di prigionia. E Bruno, stanco e avvilito, non trova altro che mettersi a sedere su un sasso e piangere a dirotto.
A Durazzo viene imbarcato con destinazione Trieste, da dove parte in treno con altri ventimila italiani con destinazione Olanda.
Nel campo di prigionia ogni giorno va a lavorare ed in questo modo riesce anche ad avere la possibilità di mangiare pane, spinaci e zucchero.
Una dieta, quest'ultima, che continua anche dopo l'arrivo in Olanda delle truppe anglo americane.
Bruno Battisti deve aspettare fino a settembre per ritornare a casa e, tra lo stupore delle truppe americane, assieme a tutti gli altri soldati con delle scarpe nuove ritrovate proprio nel deposito sotto il locale comando inglese.
Una situazione, quest'ultima, che permise a Bruno di ritrovare il sorriso dopa tanti patimenti e di presentarsi a casa in condizioni meno miserabili.
Daniele Giacometti (classe 1923)
Arruolato nel 1943, il giovane Giacometti eviterà il fronte bellico.
Ma le sue avventure negli ultimi due anni non sono state sicuramente meno rischiose. Inserito nell'11° reggimento del battaglione Bassano, viene mandato a presidiare la costa tosco-
Con la firma dell'armistizio, l'8 settembre assieme al suo reparto viene catturato dai tedeschi ma con una ventina dei suoi Daniele riesce a scappare in direzione di Pistoia. Grazie alla collaborazione di alcuni ferrovieri, i fuggiaschi vengono fatti salire su un vagone diretto al nord.
Arrivati a Trento, però, vengono scoperti dalle SS ed incolonnati a piedi verso Gardolo: durante il tragitto ed approfittando in un momento di confusione, Giacometti ed altri due soldati si buttano nei campi e fuggono nella vicina boscaglia.
Aiutati da un contadino del posto, trovano la strada per arrivare in Valsugana ed in Val di Sella, a pochi chilometri da casa.
Nascosto nei boschi, però, Giacometti viene a sapere che se non si fosse consegnato ai tedeschi sarebbero stati arrestati tutti i suoi famigliari.
E così Daniele si consegna e viene mandato a lavorare a Trento, Bolzano ed Ora nelle batterie antiaree: mentre si trovata ad Ora, la batteria viene centrata da una bomba al fosforo.
Ci furono 140 vittime con Giacometti che ne approfitta per fuggire.
Ripreso, viene portato a Trento. Ma lui riesce a scappare ancora.
E questa è la volta buona.
Agostino Dissegna (classe 1923)
Inquadrato nella divisione Pusteria a Brunico, l'8 settembre del 1942 Agostino viene trasferito in Francia con il preciso compito di presidiare alcuni punti strategici (ponti, centrali ecc).
Esattamente un anno dopo, con la firma dell'armistizio, assieme ad altri 5.000 soldati s'illude che la guerra fosse finita.
Ma a Grenoble viene catturato dai tedeschi e viene messo di fronte alla possibilità di scegliere se combattere a fianco dei nazisti, andare ai lavori forzati o verso la prigionia.
Ed Agostino sceglie i lavori forzati, anche per garantirsi vitto a sufficienza, con il compito di tappare tutte le buche provocate dai continui bombardamenti sui campi d'aviazione.
Un compito pericoloso, visto anche il continuo martellamento aereo tanto che in occasione di uno di questi perse la vita anche il suo compaesano Ferruccio Rosso.
All'arrivo degli alleati, quando tutti credevano che fosse davvero finita, ancora un'amara sorpresa: quando tutti uscirono dai nascondigli vennero presi a fucilate.
E nei mesi successivi andò peggio. Agostino Dissegna nell'ottobre del 1945 (la guerra era già finita da cinque mesi, ritrova finalmente la strada di casa.

DANIELE GIACOMETTI -


A.N.A. Valsugana e Tesino โ Via Delle Case Nuove -