GRUPPI ALPINI VALSUGANA E TESINO

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La Chiesetta Alpina

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LA CHIESETTA ALPINA SUL MONTE LEFRE





INAUGURAZIONE

Domenica 5 ottobre 2003 la pioggia scendeva copiosa sulla valle, come su tutte le nostre montagne e la temperatura era estremamente rigida.
Sul Monte. Lefre  in questa data è stata inaugurata  la chiesetta  realizzata  sulla sua sommità in memoria dei caduti delle due guerre mondiali.!
La chiesetta alpina è  realizzata con i materiali della montagna, semplici ma non per questo meno preziosi.
La forma esagonale della base viene esasperata nel tetto, quasi a simboleggiare essa stessa la montagna su cui sorge e la tensione verso l'Altissimo di chi, dentro, vi prega.
Davanti al portone d'entrata si innalza un campanile in sasso che accompagna l'indiscutibile pregio dal lato estetico all'utilità nel richiamare i fedeli.
È un vero gioiellino d'arte moderna, ben progettato dall'arch. Tomaselli Andrea  in collaborazione con il Geom. Tomaselli Mariano, che  ben si inserisce nel contesto in cui sorge, fatto di boschi dalla lunga storia e da prati verdeggianti.
Da qui si può ammirare un panorama suggestivo e dall'alto valore simbolico.
Di fronte si colloca l'Ortigara, su di un lato si intravede il gruppo del Lagorai: due gruppi montuosi strategici nel corso della Grande Guerra.
L'evento dell'inaugurazione è stata una festa per tutti coloro che abitualmente abitano e frequentano il Monte Lefre, e soprattutto per gli alpini che con i loro sforzi hanno realizzata questo monumento.
Dopo la cerimonia del taglio del nastro, è stata celebrata la S. Messa solenne da don Covi, cappellano militare, ed dai parroci di Villagnedo e Ivano Fracena.
Alla Messa sono seguiti alcuni interventi, fra i quali quelli dei sindaci di Ivano Fracena e Villagnedo e dell'assessore Muraro in rappresentanza della PAT. Fra questi va sicuramente ricordato quello del capogruppo del locale gruppo ANA, Giuseppe Pasquazzo, il quale ha sottolineato in particolare l'alto valore del volontariato a cui si sono adoperati i suoi alpini ed altri volontari, nella costruzione della chiesetta.
Un monumento da consegnare con soddisfazione alle future generazioni.
È stato allestito anche un capannone sotto il quale è stato offerto a tutti i presenti un succulento pranzo cucinato dal gruppo Nuvola.
Una festa sicuramente riuscita per una nuova chiesetta che si propone come monumento di pace a fianco di lunghe file di trincee e scuri cunicoli di stoi che in altri tempi gli stessi alpini realizzarono spinti da necessità di guerra.
Ed è forse il desiderio di voler continuare a non dimenticare le sofferenze ed i patimenti dei nostri nonni prima e dei nostri padri poi che ha spinto gli alpini a tale impresa.
Un passato di guerra che va ricordato. Anche per questo messaggio di pace e di speranza, che si unisce all'impegno sociale e al volontariato profuso.




Chi è la persona a cui è stata dedicata la chiesetta alpina


IVAN MERZ (1896 - 1928)

Il venerabile Servo di Dio Ivan Merz nacque a Banja Luka (Bosnia) il16 dicembre 1896 ed ivi ricevette il battesimo il2 febbraio 1897.
Qui frequentò le scuole elementare e media.
Dopo un breve periodo trascorso presso l'Accademia militare di Wiener Neustadt, nel 1915 si iscrisse all'Università di Vienna, aspirando a diventare professore per potersi dedicare all'istruzione a all'educazione dei giovani in Bosnia, sull'esempio del suo professore Ljubomir Marakovic, al quale era sempre grato per averlo aiutato a scoprire le ricchezze della fede cattolica.
Nel marzo 1916 fu arruolato nell'esercito per essere poi mandato al fronte italiano, dove passò la maggior parte del 1917 e del 1918.
l'esperienza della guerra contribuì ad una più rapida maturazione spirituale del giovane, il quale, indignato per gli orrori di cui fu testimone, rimettendo il suo destino nelle mani di Dio, si proponeva di tendere con tutte le forze alla perfezione cristiana.
"Mai dimenticare Dio! Desiderare sempre di unirsi a Lui ... Sarebbe una cosa terribile se questa guerra non avesse alcuna utilità per me!... Devo cominciare una vita rigenerata nello spirito della nuova conoscenza del cattolicesimo.
Soltanto il Signore mi aiuti, perchè l'uomo non può fare nulla da se stesso".
Così scriveva nel Diario, il 5 febbraio, 1918, mentre era sul fronte.
Dopo la guerra, tornò a Vienna per continuare gli studi (1919-1920) e, successivamente, si trasferì a Parigi (1920-1922), dove preparò la sua dissertazione dottrinale intitolata: "L'influence de la liturgie sur les écrivains français de Chateaubriand à nos jours", con la quale all'Università di Zagabria ottenne il titolo di dottore in filosofia.
Per il resto della sua breve vita fu professore di lingua e letteratura francese al Ginnasio arcivescovile di Zagabria, adempiendo con esemplare dedizione i suoi doveri di stato.
Il Servo di Dio divenne noto soprattutto quale apostolo dei giovani, prima nella "Lega dei giovani cattolici croati", poi nella "Lega croata delleAquile", di cui fu spiritus movense con la quale inaugurò in Croazia l'Azione Cattolica voluta da papa Pio XI.
Per lui, però, l'Organizzazione doveva anzitutto contribuire a formare una élite di apostoli della santità.
A tale fine doveva servire anche il rinnovamento liturgico di cui egli fu uno dei primi promotori in Croazia, anticipando di quattro decenni le idee direttrici del Concilio Vaticano Il in materia.
Nel suo lavoro non gli mancarono incomprensioni e difficoltà di vario genere, che egli affrontava con una calma ammirevole, frutto della sua continua unione con Dio nella preghiera.
A giudizio di chi lo conosceva bene, egli era "con la mente e con il cuore immerso nel soprannaturale".
Convinto che il mezzo più potente per la salvezza delle anime è la sofferenza offerta al Signore, offriva le sue pene fisiche e morali per ottenere la benedizione sulle sue imprese apostoliche e, prossimo a morire, offrì anche la sua giovane vita per le sueAquile. Morì a Zagabria il10 maggio 1928, all'età di 32 anni, lasciando dietro di sé un'autentica fama di santità.
Fu beatificato il 22 giugno 2003 dal papa Giovanni Paolo Il a Banja Luka.




Dedicazione e benedizione  della chiesetta alpina sul Monte Lefre.
Con l'Arcivescovo, monsignor Luigi Bressan.



Domenica 19 settembre 2004 alle ore 17



La giornata dedicata alla pace.
Quale giorno poteva essere più indicato di questo per la consacrazione della chiesetta alpina sul monte Lefre? E quale dedicazione poteva essere migliore di quella del beato Ivan Merz? Combattente sulle nostre montagne nella Grande Guerra, il Beato di Banja Luka (Bosnia) si profuse nel corso della sua breve esistenza per la ricerca della pace e della fratellanza fra i popoli.
Le premesse per una buona riuscita della festa per la consacrazione della chiesetta c'erano dunque tutte e si sono concretate in un pomeriggio intenso ed importante che ha avuto il culmine con la S. Messa celebrata dall'Arcivescovo, monsignor Luigi Bressan.
Molte sono state le emozioni che si sono susseguite.
In primis il momento religioso che ha visto la consacrazione e la dedicazione della chiesetta alpina.
Poi il coro Lagorai ha allietato i presenti con diverse canzoni tratte dal repertorio sacro e della montagna.
Gli alpini del gruppo ANA di Villa Agendo ed Ivano Fracena, che sono stati gli artefici della realizzazione della chiesetta, hanno offerto inolte un momento di convivialità con un piatto di pasta e del buon vino.
Il momento di festa è stato vissuto con intensità e gioia dalle comunità di Villa Agendo e di Ivano Fracena, che fanno del monte Lefre la loro montagna, luogo dove trascorrere momenti di vacanza e di svago.
C'erano i sindaci dei due comuni che hanno fatto i saluti iniziali.
C'erano i parroci delle due parrocchie che hanno concelebrato assieme al Vescovo la Santa Messa.
C'era inoltre una folta rappresentanza degli alpini della valle a rendere omaggio al duro, ma proficuo lavoro dei loro colleghi.






LE FOTO DELL'INAUGURAZIONE
 
 
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16/05/2012
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