GRUPPI ALPINI VALSUGANA E TESINO

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Storia

I Gruppi
 
 
 


Costituito nel 1953



UN PO' DI RICORDI
(a cura di Fabio Samonati, socio Fondatore)


E' difficile, a mezzo secolo di distanza, ricordare con precisione e completezza episodi, fatti, occasioni e iniziative che hanno preceduto la nascita del Gruppo Alpini di Bieno.
Negli ultimi anni '40 e nei primi anni '50 la situazione generale era piuttosto pesante: la Guerra aveva lasciato uno strascico di lutti e insieme una profonda crisi sociale ed economica, non c'era lavoro e l'industria stentava a mettere radici. Perciò l'emigrazione in Svizzera, in forme diverse, ha permesso a tanti giovani di prepararsi un avvenire migliore.
In questo periodo in paese si era formato un gruppo di amici ex alpini. Eravamo, e chiedo venia per eventuali dimenticanze ed errori: Remo Biasion, Clelio Busarello, Franco Casanova, Dionisio Chistè(Nisgio), Pietro Dellamaria, Vittorio Dellamaria, Albino Delnegro, Pietro Facin, Giovanni Marietti, Verando Molinari, Alberto Tognolli, Daniele Tognolli(Tita Chego), Gianni Tognolli e il sottoscritto, unico "bocia" . . . . Ormai sono "andati avanti" quasi tutti!
Spontaneamente, senza convocazione ne ordine del giorno, di tanto in tanto ci incontravamo per rievocare la "naja", fare due chiacchiere e bere un bicchiere di vino nell'osteria "Croce Bianca", davanti alla futura Piazza degli Alpini; l'oste era Daniele Tognolli.
Ci era amico anche un villeggiante, Cap. Corbellini di Pavia, che trascorreva a Bieno un po' di tempo ogni anno: un montanaro nato, che scarpinando saliva spesso la "Val di Rava" e oltre, e di tanto in tanto ci raccontava la sua Guerra 1915-1918 sul Monte Cauriol.
Ma, nella mente e nel cuore di tutti era vivo il desiderio di costituire il Gruppo con il crisma dell'ufficialità. Facevamo progetti e programmi, ma non era ancora arrivato il tempo giusto per realizzare il nostro  . . . Sogno.
Allora ci siamo accontentati di formare, d'accordo all'unanimità, un direttivo così strutturato: Fabio Samonati, Capogruppo; Gianni Tognolli, Segretario; Franco Casanova, Cassiere - dei soldi che non c'erano - e Daniele Tognolli. Evidentemente si trattava di una dirigenza formale, che tuttavia aveva per il sodalizio un profondo significato morale e sociale. Tutti avevamo coscienza che l'associazionismo alpino, sempre attento alla società civile, doveva fondarsi allora, come deve essere oggi, sulla generosità, sulla solidarietà e sul volontarismo.
Nel dialogare che facevamo durante gli incontri, affioravano continuamente i ricordi dolorosi di chi aveva fatto la Guerra nella Brigata Alpina Tridentina, nella Julia e nella Punteria. Avevamo poi cominciato a mettere insieme alcuni libri per tentare la realizzazione di una piccola "biblioteca Alpina".
In questa sede m'è parso giusto menzionare la passione, la disponibilità e la competenza con cui l'allora Sig. Sindaco di Bieno, il Serg. Magg. dei Granatieri Livio Paternolli ha posto le basi per la costituzione di un Coro Alpino, nel periodo di cui abbiamo parlato, o poco prima.
Quel poco di cui è stata fatta memoria sopra, è confermato quasi interamente anche dalla testimonianza dell'amico e Socio Fondatore Franco Casanova, che assieme al sottoscritto, rappresentano l'unica memoria ancora vivente di quei momenti.
All'inizio del 1952, per impegni di studio e di lavoro ho lasciato Bieno per ritornarvi poi solo saltuariamente. Purtroppo ulteriori vicende e incarichi mi hanno impedito di riallacciare l'amicizia con il Gruppo.



ANNO 1953 - INAUGURAZIONE DEL GRUPPO ALPINI DI BIENO
(dal "Diario Storico" del Gruppo)


Da quelle prime intenzioni espresse attorno ad un tavolo da quel gruppetto di amici, il 25 ottobre 1953, venne inaugurato il Gruppo Alpini. Per festeggiare la propria entrata nell'Associazione, venne celebrata una cerimonia con un folto corteo composto da autorità civili, religiose e militari e dalla popolazione tutta.
"Pioveva che il buon Dio la mandava", quando l'allora Sindaco di Bieno nonché Serg. Magg. dei Granatieri Livio Paternolli donò il Gagliardetto all'alfiere Art. Alp. Gianni Tognolli e alla madrina Sig.na Trevisan Edda davanti al Municipio sotto una pioggia battente. Il lungo corteo si recò alla Chiesa ove l'allora Parroco Don Enrico Angeli e il Sig. Decano di Strigno, celebrarono il rito solenne esprimendo parole di riconoscimento di valore alpino e di augurio per il nuovo sodalizio.
Tutti gli alpini erano schierati al centro della Chiesa, una fila a destra ed una a sinistra; la maggior parte di loro indossava la "mantellina" militare e molti portavano anche le vecchie fasce alle gambe. All'elevazione il Capogruppo Daniele Tognolli che si trovava vicino alla balaustra, diede un perentorio "ATTENTI" con voce rauca ed emozionata, che fu seguito da un silenzio di tomba.
In quel giorno venne inaugurato anche il Monumento ai Caduti situato nel centro del vicino cimitero, opera ricavata da un grosso monoblocco in granito reperito presso la località "Busa di Castello", e che la  "Cooperativa dei scalpellini" di Bieno aveva sapientemente modellato. Al termine del rito ci si recava presso di esso per la benedizione della nuova insegna comunemente chiamata Gagliardetto.
Sotto una pioggia sempre più incessante, l'allora cappellano Alpino Don Onorio Spada, tenne un circostanziato discorso che introdusse con queste testuali parole: "E' destino che quando si muovono gli Alpini, la natura deve sempre farsi sentire in modo esagerato"; quel Don Onorio Spada, Cappellano Alpino del Batt. Val Cismon sul fronte russo, a cui la Sezione ANA di Trento negli anni '80, dedicò la ristrutturazione di un vecchio fabbricato sulla collina di Trento, e per la costruzione del quale il nostro Gruppo prestava sei giornate di lavoro gratuito.
La madrina Sig.na Edda Trevisan ci riferisce che in quella occasione fu predisposta una pergamena riportante i nomi dei Soci Fondatori e sottoscritta dal Lei stessa e dall'allora Sindaco Livio Paternolli, ma della quale non siamo riusciti a trovare traccia. Sappiamo per certo invece che il primo consiglio direttivo era composto dai soci Brighenti Bruno, Casanova Franco, Melchiori Rodolfo, Samonati Fabio, Tognolli Gianni e dal Capogruppo Tognolli Daniele.
La giornata di festa si concluse con una bevuta generale tanto che " . . . la sera erano tutti fradici" recita la cronaca; non si capisce però se di vino o per la troppa pioggia caduta incessantemente per l'intera giornata.
E fu allegria, una sana allegria quella che il Gruppo volle infondere fin dai suoi primi passi alla vita del Paese in una proficua, totale e incondizionata concordia. Se ne accorse soprattutto l'allora Sindaco Livio Paternolli, che dimostrò fin da subito grande attaccamento al Gruppo, vedendo in esso una forza capace di creare qualche simpatica novità in paese e di far rivivere un po' di folklore tra la generale abulia.




I PRIMI PASSI
(dal "Diario Storico" del Gruppo)

Le attività principali del primo ventennio erano incentrate nella tradizionale assemblea annuale con pranzo sociale; i "veglioni verdi" organizzati presso l'Albergo "Croce Bianca" e "Bar Trento"; la commemorazione dei Caduti di tutte le Guerre il 1° novembre e la portata in processione della Madonna di maggio; la partecipazione a qualche Adunata Nazionale.
La prima veglia di cui si ha notizia, risale già al 26 Dicembre 1953 giorno di S. Stefano, quando il Gruppo organizza la prima "festa in famiglia" della quale si riscontra dettagliata descrizione nel "Diario storico", sapientemente redatto dal sig. Giovanni Tognolli (Gianni della Noemi).

"La sala era addobbata a festa; striscioni tricolori, una piccozza, una corda, un fiasco e un gavettino. Un efficientissimo servizio di posta per l'elezione di Miss Scarpone, al cui posto aspirava invano un giovane ambizioso, che delle vere Miss non aveva altro che una folta barba nera. L'alpino alla cassa che per ben otto ore non si mosse di un centimetro, fu accusato di nascondere una damigiana con regolare "ladra" del diametro di tre centimetri - le solite calunnie contro chi lavora e si sacrifica! - mentre l'orchestra alpina esaudiva ininterrottamente le continue richieste di bis dell'allegra brigata. Quella prima festa allegra e ordinata lasciò profondo nel cuore di tutti i presenti, il ricordo indelebile delle ore trascorse in buona compagnia."

Nel maggio del 1954 si teneva una delle prime sedute per decidere la portata in processione della Madonna.
Come da tradizione infatti, la seconda domenica di Maggio in paese si celebra, la festa votiva della Madonna.
Le ragioni forse non ben note di tale voto, si devono far risalire a quando in paese imperversava un'inaudita moria dovuta al diffondersi del colera, mietendo numerose vittime tra la popolazione.
Allorché l'allora curato, decise di uscire per le vie dell'abitato portando in processione il simulacro della Vergine venerata nella Chiesa Parrocchiale, la cui costruzione risale agli inizi del secolo XVII.
A questo punto pare che la storia si fonda e si confonda con la leggenda e pare non sia più possibile distinguere l'una dall'altra.
Sta di fatto che il tremendo contagio andò scemando e tutto il popolo fece solenne voto di portare in processione la statua della Madonna ogni anno la seconda domenica di maggio.
Ed allora perché non poggiare l'altarino che sosteneva la miracolosa immagine della Vergine sulle forti spalle dei baldi Alpini?
Ed ecco che per la prima volta, Domenica 9 maggio 1954 il Gruppo si ritrovò al completo con gagliardetto e madrina che aprivano il corteo.
Ultimi, gli Alpini portatori si alternavano all'altarino su cui era posta la Vergine, alla quale le Penne nere di Bieno si ritennero debitrici del loro ritorno dalle steppe russe e dai monti impervi ed insidiosi del Fronte occidentale e Greco-Albanese.
Sui volti di tutti c'era la gioia della novità e forse anche un po' di meraviglia, forse perché non si sapeva ancora che quando gli Alpini lavorano, lo fanno in silenzio.



Capigruppo dalla fondazione:


sig. Daniele Tognolli 1953-1958
sig. Giovanni Tognolli 1958-1959
sig. Giovanni Marietti 1959-1970


Cav. Adelmo Tognolli 1970-1991
 Geom. Umberto Dellamaria 1991-1994
 Sig. Angelo Ezio Dellamaria (Renzo) 1994-1996
 Sig. Roberto Brandalise 1996-1997
 Sig. Angelo Ezio Dellamaria (Renzo) 1997-2000


 Sig. Riccardo Molinari 2001-2005

Sig. Angelo Ezio Dellamaria (Renzo) 2005-2008

 Sig. Brandalise Roberto 2008- in carica


Madrina:

Sig.ra Edda Trevisan ved. Bevilacqua





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16/05/2012
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