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 VALSUGANA IN INTERNET  

Note storico geografiche


di Giulio Vaccarini


La Valsugana storica – quella che oggigiorno viene chiamata con termine amministrativo “orientale” o “Bassa” – segue l’alto corso del fiume Brenta. Quest’ultimo è emissario dei laghi di Caldonazzo (il più vasto e profondo lago interno della regione Trentino-Alto Adige) e di Levico Terme. Il Brenta percorre la valle da ovest ad est, per sfociare dopo 174 chilometri in Adriatico a sud della laguna di Venezia.
In linea grosso modo con il 46.mo parallelo, la valle separa due aree montuose di ragguardevole ampiezza. A nord il Lagorai (che prende il nome da una quarantina di laghetti alpini) ed alcune cime elevate come Gronleit, Fravort, Panarotta e soprattutto   la Cima d’Asta (2847 m.) oltre che l’amena conca del Tesino; a sud gli altopiani di Lavarone e dei Sette Comuni caratterizzati dalle alture di Cima Vezzena, Mandriolo,  Cima Dodici e Cima Undici.
I paesi sorgono prevalentemente sui conoidi di natura granitica del versante sinistro, esposto a mezzogiorno. L’altro versante orografico è calcareo. Nei boschi vive una fauna tipicamente alpina (cervi, camosci, caprioli, ecc.). La popolazione, dopo anni di emigrazione, vive di un’economia mista di artigianato/industria e agricoltura (mele, vino, patate, cereali, piccoli frutti).
L’origine del nome – Valsugana – ha dato motivo a vivaci discussioni tra studiosi. C’è chi lo vuol far derivare dagli Euganei (Vallis Euganea) sospinti dal Veneto verso nord, mentre altri lo riferiscono alla stazione militare romana di Ausugum, l’odierna Borgo Valsugana (Vallis Ausugi).  Meno attendibile il popolaresco e più recente riferimento alle opere di bonifica del secolo scorso (Val Sugada).
Certo è  che l’antica strada commerciale romana Claudia Augusta Altinate passava proprio di qua, prima di congiungersi, a Trento, con quella militare tracciata da Druso. Dopo i Romani fu la volta di Franchi e quindi dei Longobardi. A costoro vengono attribuite alcune costruzioni (Tor Tonda a Marter e Tor Quadra a Novaledo), delle quali ora restano i ruderi,  che avevano funzione difensiva, ma probabilmente anche di controllo doganale.
Fino al 1786 la Valsugana fece parte della Contea vescovile di Feltre, quindi passò ai Principi Vescovi di Trento. Nel 1866, quando già era stata inglobata nell’impero asburgico, la valle fu interessata dalla terza guerra d’indipendenza: una colonna di diecimila soldati guidati dal generale garibaldino Medici battè gli Austriaci a Borgo, quindi a Levico ed infine a Pergine, nel tentativo di raggiungere Trento prima dell’armistizio. L’ordine che raggiunse Garibaldi a Bezzecca, fermò però anche Medici a pochi chilometri dall’obiettivo. La liberazione della Valsugana e del Trentino dovette così essere rinviata di mezzo secolo.
La Grande Guerra fu un disastro per l’ asfittica economia locale e per la popolazione già decimata dalle guerre di Casa d’Austria. Il fronte bellico attraversava infatti la valle. I paesi furono  rasi al suolo, le campagne devastate. La ripresa fu lenta, ma tenace come il carattere dei valsuganotti. Fu proprio uno di loro, Alcide Degasperi  (nato nel 1881 a Pieve Tesino e morto a Sella frazione di Borgo nel 1954) a guidare la ricostruzione morale e materiale della Valsugana e del Paese.
Gli Alpini, in quest’opera di rinascita hanno fatto la loro parte. In tutti i Comuni della valle sono sorti i Gruppi dell’A.N.A., l’associazione nazionale che riunisce le “penne nere” e della quale quella trentina costituisce la sezione più importante.  Questo sito si ripropone, appunto, di illustrare - sia pur in maniera giocoforza ridotta - la storia e l’attività dei 23 Gruppi Alpini della Valsugana e del Tesino.







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14/05/2013
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